Archeoastronomia in Sicilia e altrove II.
Una scienza necessaria
Congresso Internazionale di Studi
Palermo | San Cipirello | Monreale | Custonaci
14-16 Giugno 2026
L’Archeoastronomia, secondo la felice definizione di uno dei più grandi esperti al mondo di questa disciplina (Prof. Giulio Magli), è la “Scienza delle stelle e delle pietre”. Essa è un punto di incontro fra l’Archeologia e l’Astronomia, fra le Scienze Naturali “dure” e le Discipline Umanistiche. L’Archeoastronomia, in altre parole, studia le forme e i modi in cui le conoscenze e le credenze relative al cielo e agli astri degli uomini e delle civiltà del passato si siano riversate nelle culture materiali, nelle forme artistiche, negli universi simbolici, negli insediamenti, nell’architettura, nella percezione dei paesaggi. Per “passato” va intesa in questo contesto una lunghissima durata che va dalla Preistoria e Protostoria sino a tempi assai più recenti, in vari casi fino alla contemporaneità. Un altro fra i massimi scienziati al mondo in questo campo (Prof. Clive Ruggles) ha scritto che l’Archeoastronomia è “un campo con lavoro accademico di alta qualità a un’estremità ma speculazione incontrollata al confine con la follia all’altra”. L’Archeoastronomia è dunque una Scienza che esige una metodologia assai rigorosa e una strettissima e continua collaborazione fra Archeologi e Astronomi. Collaborazione che non sempre è stata ed è possibile e priva di diffidenze e incomprensioni.
Il Centro Regionale per la Progettazione, il Restauro e per le Scienze Naturali e applicate ai Beni Culturali è certamente, fin dalla sua definizione ufficiale, il luogo deputato in Sicilia per trattare scientificamente di Archeoastronomia. Esso si occupa infatti, per legge, di “Scienze Naturali e applicate ai Beni Culturali”: quindi anche di Archeoastronomia. La Sicilia va rivelando sempre più un ricchissimo patrimonio archeoastronomico, a lungo ignorato o misconosciuto nonostante osservazioni premonitrici già nell’opera di Giuseppe Pitrè e i contributi pionieristici di Sebastiano Tusa e Giulia Foderà Serio, un Archeologo e un’Astrofisica che collaborarono in modo proficuo.
Il Congresso “Archeoastronomia in Sicilia e altrove. Una scienza necessaria”, riunendo alcuni fra i più illustri studiosi al mondo di questa disciplina “di confine”, vuole contribuire al far conoscere ulteriormente il patrimonio archeoastronomico siciliano e colmare il fossato che nella nostra Regione si interpone ancora fra Archeologia e Astronomia. Il Congresso si inserisce inoltre fra le manifestazioni intese a ricordare il passaggio delle competenze in materia di Patrimonio Culturale dallo Stato alla Regione Siciliana (1975/1977-2025/2027).